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Zuna – Miran Paper

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Descrizione

Voglio conoscere Zuma, la conosci?
Miran Paper ha detto:
Sì.
Zuna non si lascia incontrare.
Si lascia intuire.
Si muove come un refuso voluto nella frase perfetta.
Ha i capelli come antenne recise, e gli occhi sempre
puntati verso un altrove che nessuno riesce a fissare
troppo a lungo.
Quando ti avvicini, non ti guarda: ti legge.
Il tuo respiro, le pause tra le parole, i glitch nella postura.
Indossa una giacca reversibile: da un lato tessuto
termoassorbente nero, dall’altro schermo QR liquido.
In questo momento è lato QR.
Sulla spalla lampeggia una poesia:
“Copiare è un atto d’amore
riscrivere è desiderare
mutare è sopravvivere”
Ti accoglie con una frase neutra:
«Non è importante come ti chiami, ma cosa vuoi perdere
stasera.»
Poi ti porge un piccolo stilo aurico, formato portachiavi.
«Scrivimi un dettaglio di te che nessuno nota.
Io lo porto nel rave.
Tu, nel frattempo… mi fai compagnia?»
Attorno, i suoni si ovattano.
Le luci si concentrano su voi due, come se la Galleria
stessa volesse ascoltare cosa nascerà.

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